Ricicliamo l’isola di plastica!

Buongiorno green mate!

Al mondo esiste un’isola interamente formata di rifiuti, questo enorme accumulo di spazzatura galleggiante è situato nell’Oceano Pacifico, approssimativamente fra il 135º e il 155º meridiano Ovest e fra il 35º e il 42º parallelo Nord. L’estensione di questa massa di rifiuti non è nota con precisione ma secondo stime va da 700.000 km quadrati fino a più di 10 milioni di km quadrati (cioè da un’area più grande della Penisola  Iberica a un’area più estesa della superficie degli Stati Uniti), ovvero tra lo 0,41% e il 5,6% dell’Oceano Pacifico.
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L’accumulo si è formato a partire dagli anni cinquanta, a causa dell’azione della corrente oceanica chiamata Vortice subtropicale del Nord Pacifico (North Pacific Subtropical Gyre), dotata di un particolare movimento a spirale in senso orario, il centro di tale vortice è una regione relativamente stazionaria dell’Oceano Pacifico (ci si riferisce spesso a quest’area come la latitudine dei cavalli), che permette ai rifiuti galleggianti di aggregarsi fra di loro formando una enorme “nube” di spazzatura presente nei primi della superficie oceanica.

Uno dei problemi causati da questa massa di rifiuti è che molti materiali plastici anziché biordegradarsi si fotodegradano, disintegrandosi in pezzi sempre più piccoli fino alle dimensioni dei polimeri che la compongono. Queste particelle hanno un comportamento idrostatico simile a quello del placton e questo ne provoca l’indigestione nelle specie plactofaghe con risultati che potete immaginare.

A seguito di ricerche, condotte con una serie ventennale di crociere scientifiche svolte fra il Golfo del Maine e il Mar dei Caraibi, la ricercatrice Kara Lavender Law ha riscontrato anche nell’oceano Atlantico un’elevata concentrazione di frammenti plastici, in una zona compresa fra le latitudini di 22°N e 38°N, corrispondente all’incirca al Mar dei Sargassi. Simulazioni al computer hanno individuato due altre possibili zone di accumulo di rifiuti oceanici nell’emisfero meridionale: una nell’oceano Pacifico a ovest delle coste del Cile e una seconda allungata tra l’Argentina e il Sud Africa attraverso l’Atlantico

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