Intervista a Zeno Beltrami – DNV-GL (parte 3°)

Quali sono le differenze fra grandi imprese e pmi, con riguardo al raggiungimento della certificazione ambientale?

La certificazione ambientale storicamente è partita con le grandi imprese. Da una recente ricerca svolta in ambito internazionale è emerso che la certificazione ambientale, ad esempio
nel settore chimico, nasce dalla necessità di poter gestire situazioni importanti, critiche. Questo è dovuto alle pressioni di tipo politico-sociale riguardanti la compatibilità dell’esistenza dell’impresa in un determinato territorio. Questo ha provocato un’effetto a catena nella loro organigramma di fornitura, spingendo i loro fornitori a certificarsi a loro volta, evitando problemi nella continuità di approvvigionamento e di produzione

La certificazione ambientale può fare la differenza in un mercato globale, dominato dai prezzi al ribasso?

Questo è un tema delicato perché potrebbe valere il sillogismo prezzo basso uguale scarsa prevenzione dell’inquinamento. Abbiamo visto che le imprese che hanno interpretato in modo corretto la certificazione, soprattutto quella ambientale, sono riuscite a diventare più competitive e a ridurre alcuni costi. Il legame tra prevenire l’inquinamento e gli investimenti, soprattutto se entrano in un processo di innovazione, sono proprio la dimostrazione che se le imprese investono in questo settore diventano più competitive e riducono i loro costi di produzione o trasporto. E’ arrivato il momento, visto limitate risorse del pianeta, di vedere questi fattori non come un rischio ma come una opportunità per diventare più competitivi.

Ci sono alcune tematiche che secondo lei diverranno centrali in un futuro?

Di sicuro il tema della valutazione delle prestazioni di tipo ambientale. Alcuni elementi sono già nati e si sono già diffusi come la carbon footprint o la water footprint. In generale, il tema centrale sarà la capacità delle imprese di valutare qual è la prestazione ambientale dei propri prodotti o processi. La misurazione e la comunicazione di queste diverranno centrali così da portarle a conoscenza degli interessati e il concetto di trasparenza troverà finalmente la sua affermazione.

Un secondo argomento è l’efficienza energetica. I paesi che hanno maggiori difficoltà nel disporre di risorse energetiche sono consapevoli che non si potranno raggiungere risultati rassicuranti,
dal punto di vista dei consumi, senza una politica di efficienza energetica. Non saranno sicuramente sufficienti politiche sulle energie rinnovabili e di trasporto dei vettori energetici ma dovrà essere fatto uno sforzo rilevante anche nel settore dell’efficienza.

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