Hi green tech!

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Buongiorno green mate !

Non tutti sanno che esiste una branca del settore informatico che segue i principi di sostenibilità ambientale e l’ecologia. Questa viene chiamata “informatica verde” ( in inglese green computing).

Si occupa dello studio e della messa in pratica di tecniche di progettazione e realizzazione di computer, server, e sistemi connessi come ad esempio monitor, stampanti, dispositivi di archiviazione, reti e sistemi di comunicazione efficienti con impatti ambientali limitati o nulli.
L’informatica verde persegue due obbiettivi ben precisi: il raggiungimento di un tornaconto economico con buone prestazioni tecnologiche avendo a cuore al tempo stesso le responsabilità etiche, sociali ed ambientali.
Le sue origini risalgono al 1992 quando l’agenzia americana per la protezione ambientale, Environmental Protection Agency, creò il progetto Energy Star, un programma di etichettatura volontaria che fu progettato per promuovere e riconoscere l’efficienza energetica nei monitor, apparecchiature di controllo del clima, e altre tecnologie. Ciò ha comportato l’adozione diffusa dello sleep mode, nei dispositivi elettronici di consumo. Il termine “green computing”, fu probabilmente coniato poco dopo l’avvio del programma Energy Star.

Le strategie per il raggiungimento degli obbiettivi dell'”informatica verde” sono molteplici e si dividono principalmente in quattro grandi aree:

-Uso sostenibile
-Smaltimento sostenibile
-Progettazione sostenibile
-Produzione sostenibile

Si parte quindi dalla longevità del prodotto. Questo significa uno studio accurato per aumentare il ciclo di vita del prodotto stesso aumentandone la modularità e l’espandibilità e quindi la durata di utilizzo del prodotto stesso. Anche la riciclabilità delle attrezzature elettroniche è molto importante, in quanto si evita di disperdere in natura elementi pericolosi come cromo, mercurio e piombo.
Un’altra parte fondamentale nello studio di un prodotto a basso impatto ambientale è la gestione energetica. Ci sono diversi standard che permettono la gestione diretta del sistema operativo degli aspetti di risparmio energetico sull’hardware. Il più famoso e utilizzato è l’Advanced Configuration and Power Interface (ACPI), uno standard industriale aperto.

Una delle maggiori fonti di consumo di energia nell’informatica sono i centri elaborazione dati. Proprio su questo l'”informatica verde” ha raggiunto i maggiori successi grazie all’introduzione di standard governativi abbastanza stringenti e la sensibilità di molte imprese impiegate in questo settore tra cui Google.

Ci sono molte organizzazioni, siti e magazine che si occupano di questo settore da cui trarre preziose informazioni, noi ve ne indichiamo tre:
Il sito www.greenIT-conferences.org include un elenco di conferenze per la ricerca incentrata sulla informatica verde e tecnologie informatiche energeticamente sostenibili.
La IGCC (International Green Computing Conference) affronta i problemi chiave e gli argomenti correlati all’efficienza energetica nel settore informatico e della promozione di tecnologie e sistemi informatici rispettosi dell’ambiente.
L’Energy Priorities Magazine (il mensile “Priorità Energetiche”) ha pubblicato una relazione in due parti nel 2007, che studia l’influenza verde del dipartimento IT al di là del centro dati, come ad esempio il telelavoro, l’hotelling e la building automation.

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