Parco dei rifiuti

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Parco dei rifiuti

Un parco di 30mila ettari dotato di negozi e ristorante biologico, dove poter camminare in mezzo ai rifiuti. Rileggete attentamente le ultime parole. In mezzo ai rifiuti. Succede a Göteborg dove dal 2007 esiste il Kretsloppsparken Alelyckan, l’isola ecologica più grande d’Europa.

In pratica si tratta di un parco dove poter andare a buttare la spazzatura, solo che nel frattempo ci si può avventurare tra strade e capannoni alla ricerca di oggetti destinati all’incenerimento (o al riciclaggio), che qui assumono nuova vita.

Dei 31mila visitatori annui la maggior parte viene qui per acquistare qualcosa e non per portare rifiuti. Materiali chimici o elettronici e piccoli oggetti da donare possono essere conferiti senza limiti mentre per divani, pneumatici o altri oggetti di grandi dimensioni dopo la sesta visita si paga 30 euro a ingresso.

Il motivo della limitazione è che si cerca di invogliare i cittadini a inquinare meno. Nel 2006 Göteborg, che conta 540mila abitanti, scelse di investire in questo parco 4,5 milioni di euro. Il Comune aveva bisogno di una nuova oasi ecologica e al contempo voleva insegnare ai cittadini l’arte del riciclo e del riuso. Oggi il parco incassa più di un milione di euro grazie alla sola vendita dei rifiuti riciclati.

Ma come funziona?

L’addetto al ricevimento indirizza l’utente al corretto conferimento all’interno delle varie aree del capannone. Se il materiale è particolarmente grande o di difficile differenziazione, un impiegato accompagna l’utente nel suo percorso.

Tutti coloro che lavorano qui sono specializzati a separare olii, vernici, apparecchiature elettriche ed elettroniche, alluminio etc. Hanno dovuto fare un lungo corso di formazione in cui hanno imparato – per esempio – a separare le batterie con e senza acido, o a riconoscere il roastie, un materiale altamente idrorepellente che si può vendere a 20 corone al chilo (circa 2 euro).

E mentre gli utenti vengono accolti, sul retro c’è chi elimina silicone da porte e finestre, chi smonta pneumatici per separare i cerchioni, chi cerca l’amianto per smaltirlo correttamente o chi testa i metalli con un magnete per riconoscere l’alluminio.

Qualcosa va all’inceneritore o al riciclo, qualcosa va al negozio di seconda mano. C’è anche una pagina facebook e un profilo su Instagram (aterbruketalelyckan) dove gli impiegati postano foto e prezzi degli oggetti che reputano più appetibili.

Ma la vera rivoluzione di questo parco è la Returhuset, la casa del riuso, il laboratorio in cui si cerca di riutilizzare oggetti non vendibili così come sono e che verrebbero quindi riciclati o bruciati. C’è chi si cimenta nella costruzione di lampade realizzate a partire da vecchi vinili. Insomma, tutto è incentrato al riuso. Se vi trovare dalle parti di Göteborg vi consiglio di farci una capatina.

A park of 30,000 hectares, with shops and organic restaurant, where you can walk among the waste. Carefully re-read the last words. In the midst of the waste. It happens in Gothenburg where since 2007 there is Kretsloppsparken Alelyckan, the ecological island largest in Europe.

In practice this is a park where you can go and empty the garbage, only that in the meantime you can venture between roads and buildings in search of objects for incineration (or recycling), which here take on new life.

Of the 31 thousand visitors a year mostly come here to buy something and not to carry waste. Chemical materials or electronic and small items to donate can be transferred without limits while for sofas, tires or other large objects after the sixth visit you pay 30 euro admission.

The reason for the limitation is that we try to encourage people to pollute less. Gothenburg in 2006, which counts 540 thousand inhabitants, chose to invest in this park 4.5 million Euros. The City needed a new ecological oasis and at the same time wanted to teach people the art of recycling and reuse. Today the park collects more than one million Euros thanks to the sale of recycled waste only.

But how does it work?

The clerk directs people to the proper delivery within the various areas of the shed. If the material is particularly large or difficult differentiation, an employee walks you in its path.

Everyone working here are specialized to separate oils, paints, electrical and electronic equipment, aluminum etc. They had to make a long training course in which they learned – for example – to separate the batteries with and without acid, or to recognize the roastie, a highly water-repellent material that you can sell to 20 crowns per kilo (about 2 euro).

And while users are welcomed, on the back there are those who remove silicone from doors and windows, who disassembles tires to separate rims, those seeking to dispose of it as asbestos or those who head the metal with a magnet to recognize the aluminum.

Something goes to the incinerator or recycling, something goes to the second-hand store. There is also a facebook page and a profile on Instagram (aterbruketalelyckan) where employees post photos and prices of items they deem more attractive.

But the real revolution of this park is the Returhuset, the home of reuse, the laboratory in which you try to reuse objects can not be sold as they are and that would then be recycled or burnt. There are those who engages in the construction of lamps made from old vinyl. In short, everything is focused on the reuse. If you find the parts of Gothenburg I suggest you give us a short visit.

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