Photovoltaic future

English
Photovoltaic

“Il solare non conviene, per produrre un pannello serve più energia di quanta ne potrà mai produrre”. E ancora: “Se tutto il Paese fosse ricoperto di pannelli solari e la popolazione venisse trasferita su navi avremmo comunque a disposizione un quarto dell’energia necessaria” (copyright Paolo Scaroni).
A ricordarle ora che la guerra al fotovoltaico è fatta a colpi di modifiche retroattive delle regole, studiato caos normativo e false informazioni sul reale rapporto costo/benfici degli incentivi, sono accuse che fanno quasi sorridere.

La memoria è però un bene prezioso da conservare e allora ben venga lo studio dai ricercatori dell’Istituto di biometeorologia (Ibimet) e dell’Istituto per lo studio dei materiali nanostrutturati (Ismn) del Cnr pubblicato da Energy Science & Engineering.

La ricerca, nel fare il punto sullo stato dell’arte della tecnologia solare e il suo contributo alla produzione energetica mondiale, demolisce infatti ancora una volta i vecchi luoghi comuni spacciati a piene mani dai lobbisti delle fossili. “Il fotovoltaico conviene perché, a seconda dei materiali utilizzati, restituisce da 10 a 50 volte l’energia impiegata nella sua costruzione. Mentre le diffuse perplessità rispetto all’occupazione di territorio paiono superate dalla valutazione che una superficie inferiore allo 0,6% del territorio europeo sarebbe sufficiente per garantire con i pannelli fotovoltaici la copertura completa del fabbisogno elettrico dell’Unione”, spiega uno degli autori, Francesco Meneguzzo dell’Ibimet-Cnr di Firenze.

La ricerca ricorda alcuni dei traguardi raggiunti dal fotovoltaico in questi anni: un valore di 200 GigaWatt, sufficiente a produrre una quantità di elettricità pari al fabbisogno annuo di una grande potenza economica come l’Italia, una velocità di crescita esponenziale, il record mondiale italiano, col 10% della generazione elettrica globale.

“Lo studio spiega come l’energia solare sia un’alternativa ormai pronta per una grande transizione energetica che consenta di conciliare crescita dell’economia globale e risanamento ambientale, di risolvere il dilemma fra possibile carenza di petrolio, aumento dei costi di estrazione degli idrocarburi e crescita della popolazione, che in passato aveva portato i prezzi su livelli insopportabili per molte economie”, sottolinea ancora Meneguzzo.

“I vantaggi e i costi della tecnologia sono chiari: l’elettricità fotovoltaica è venduta a prezzi inferiori a quella da fonti convenzionali, anche senza incentivazioni e non soltanto nei paesi più soleggiati, ma persino in Francia che è il paese con la maggiore penetrazione del nucleare a livello globale. La disponibilità crescente di elettricità ottenuta dalla luce solare durante le ore di punta ha fatto crollare il prezzo del KWh nei paesi più solarizzati come Germania (dai 51 euro/MWh del 2006 a 33 euro/MWh del 2014) e Italia (dai 75 euro/MWh del 2006 ai 52 euro/MWh del 2014), in cui la componente dovuta alla generazione fotovoltaica ha pesato molto più della crisi della domanda”, sostiene Mario Pagliaro dell’Ismn-Cnr di Palermo. “Ed è stata l’Italia – aggiunge – attraverso l’impianto installato nel 1984 nell’isola di Vulcano, a mostrare al mondo come la tecnologia fotovoltaica per generazione elettrica fosse affidabile e robusta, con un modesto 6% di perdita di produzione registrato in oltre 30 anni di funzionamento”.

L’ultima barriera per la sostituzione dei combustibili fossili tanto nel riscaldamento degli edifici, con le pompe di calore, quanto nel trasporto pubblico e privato delle persone attraverso tram, treni ed auto elettriche, concludono Pagliaro e Meneguzzo, “è quella dell’accumulo necessario a rendere disponibile l’elettricità solare in inverno e durante la notte, in via di superamento grazie alle evoluzioni rapidissime della tecnologia e dell’industria delle batterie e delle celle a idrogeno che, in quanto a capacità e costi, ricalcano le orme dei recenti sviluppi della tecnologia e dell’industria fotovoltaica”.


“The sun is not convenient, to produce a panel serves more energy than it will ever produce.” And again: “If the whole country was covered with solar panels and the population were shifted onto the ships we would still provide a quarter of the energy needed” (copyright Paolo Scaroni).
To remind you now that the war on photovoltaics is made shots retroactively change the rules, designed regulatory chaos and false information on the actual cost / perk incentives, are accusations that almost make you smile.
The memory, however, is a valuable asset to be preserved and so we will continue the study by researchers at the Institute of Biometeorology (Ibimet) and the Institute for the study of nanostructured materials (ISMN) CNR published by Energy Science & Engineering.
The research, to report on the state of the art of solar technology and its contribution to world energy production, in fact demolishes once again the old clichés passed off freely from lobbyists fossils. “Photovoltaics are worthwhile because, depending on the materials used, returns from 10 to 50 times the energy employed in its construction. While the widespread concern over the occupation of the territory seem overcome by the assessment that an area of less than 0.6% of the European territory would be enough to ensure the photovoltaic panels with full coverage of the electricity needs of the Union, “he explains one of the authors, Francesco Meneguzzo dell’Ibimet-CNR in Florence.

The research points out some of the achievements of the photovoltaics in recent years: a value of 200 gigawatts, enough to produce an amount of electricity equivalent to the annual needs of a great economic power as Italy, a rate of exponential growth, the Italian world record , with 10% of global electricity generation.

“The study explains how solar energy is an alternative now ready for a great energy transition that allows to reconcile global economic growth and environmental sanitation, to resolve the dilemma between the possible shortage of oil, rising costs of hydrocarbon extraction and population growth, which in the past had brought prices to levels unbearable for many economies “, underscores Meneguzzo.

“The benefits and costs of the technology are clear: the photovoltaic electricity is sold at prices lower than those from conventional sources, even without incentives, and not just in the sunniest, but even in France where there is the highest penetration of nuclear globally. The increasing availability of electricity from sunlight during peak hours has brought down the price of KWh in solarized countries such as Germany (from 51 EUR / MWh in 2006 to 33 € / MWh in 2014) and Italy (from 75 EUR / MWh in 2006 to 52 € / MWh in 2014), in which the component due to the photovoltaic generation has weighed much more than the demand crisis, “says Mario Pagliaro ISMN-CNR in Palermo.” And it was Italy – adds – through the plant installed in 1984 on the island of Vulcano, to show the world how photovoltaic technology for electricity generation was reliable and robust, with a modest 6% loss of production in more than 30 years of operation. ”

The last barrier to the replacement of fossil fuels both in heating buildings with heat pumps, as well as in public and private transport of persons through trams, trains and electric cars “Meneguzzo and Pagliaro concludes,” is that the accumulation necessary to make available solar electricity in winter and at night, being overcome thanks to the rapid evolution of technology and industry batteries and hydrogen fuel cells that, in terms of capacity and costs, closely follow the footsteps of the recent developments technology and the photovoltaic industry. “

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *