Studio di Oxford sulla fame climatica [Oxford study on climate hunger]

English
epa00999711 (FILES) A file photo dated 21 March 2005 shows Thai fisherman Pan Kangkatoag, 50, walking at the dried reservoir of Lam Takhong Dam, in Nakhon Ratchasima province 259 km northeast of Bangkok, Thailand.  Climate experts and representatives from 105 countries released Friday a 35-page report in Bangkok that outlined ways and means of preventing a climatic catastrophe due to global warming which is expected to help guide world opinion on the hot political issue.  EPA/VINAI DITHAJOHN

Uno studio dell’università di Oxford stima per la prima volta il numero di decessi che il clima provocherà facendo mancare sufficienti quantità di cibo.
L’impatto dei cambiamenti climatici sulla produzione alimentare sarà responsabile causare, nel 2050, di oltre mezzo milione di morti in più rispetto ad oggi. A spiegarlo è uno studio dell’università di Oxford e pubblicato sulla rivista scientifica The Lancet.
Numerose analisi hanno dimostrato, infatti, che l’aumento della temperatura media globale sulla superficie terrestre provocherà un forte aumento, in tutto il mondo, dei fenomeni meteorologici estremi, come siccità, inondazioni o cicloni. Questi, a loro volta, saranno responsabili di una diminuzione del quantitativo totale di produzione agricola, e accentueranno la volatilità dei prezzi delle derrate, mettendo in pericolo soprattutto le popolazioni più povere del mondo.
Soprattutto frutta e verdura diventeranno più rari
Il rapporto dell’ateneo inglese fa un passo in avanti, quantificando per la prima volta il prezzo, in termini di vite umane, che occorrerà pagare. “Il nostro studio –spiega Marco Springmann, responsabile dell’equipe di ricercatori che ha curato il testo – dimostra che un calo, anche modesto, del quantitativo di cibo disponibile per ciascuna persona nel mondo può provocare importanti modificazioni nelle diete alimentati, con forti ripercussioni sulla salute”.

Qualora non dovessero essere adottate misure drastiche di salvaguardia dell’ambiente, il calo atteso entro il 2050 è pari al 3,2 per cento : in particolare sarebbero frutta e verdura ad essere consumate di meno (-4 per cento) mentre la disponibilità di carne scenderebbe dello 0,7 per cento (il tutto rispetto ai livelli registrati nel 2010).
A febbraio probabile nuovo record delle temperature globali
Lo scenario, insomma, potrebbe essere drammatico. Tanto più che i dati relativi alle temperature registrate negli ultimi mesi sulle superfici degli oceani e delle terre emerse raccontano di un susseguirsi di record. I livelli registrati nel mese di febbraio non sono ancora stati resi noti in modo ufficiale, ma il meteorologo Eric Holthaus ha anticipato: “Normalmente io e i miei colleghi aspettiamo le informazioni definitive, ma le cifre dell’ultimo mese sono talmente straordinarie che non c’è bisogno di aspettare: febbraio ha frantumato il record di tutti i tempi che era stato raggiunto a gennaio”.

Secondo le cifre riportare da Holthaus, la temperatura nel secondo mese del 2016 sarebbe stata superiore al normale di 1,15-1,4 gradi centigradi, e di 0,2 gradi rispetto ai primi trenta giorni dell’anno.


One study by the University of Oxford for the first time estimated the number of deaths that the climate will cause producing the loss of sufficient quantities of food.
The impact of climate change on food production will be responsible for causing, in 2050, over half a million deaths more than today. To explain it it is one study by the University of Oxford and published in the scientific journal The Lancet.
Numerous analyzes have shown, in fact, that the increase in global average temperature at the Earth’s surface will cause a sharp increase in the world, extreme weather events, such as droughts, floods or hurricanes. These, in turn, will be responsible for a decrease in the total quantity of agricultural production, and accentuate the volatility of food prices, endangering especially the poorest populations of the world.
Especially fruits and vegetables will become rarer.
The report of the English university takes a step forward, quantifying for the first time the price in terms of human lives, it will be necessary to pay. “Our study explains – Marco Springmann, head of the team of researchers who edited the text – demonstrates that a drop, even a modest one, of the available amount of food for each person in the world can result in important changes in diets, with strong repercussions health. ”
Should not be taken drastic measures to protect the environment, the decline expected by 2050 is 3.2 per cent: in particular would be fruits and vegetables to be consumed less (-4 percent) while the availability of meat would drop by 0.7 per cent (all compared to the levels recorded in 2010).
In February probable new global temperature record.
The scenario, in short, could be dramatic. Especially as data on temperatures recorded in recent months on the surfaces of the oceans and of the land tell about a series of records. The levels recorded in February have not yet been announced officially, but the meteorologist Eric Holthaus anticipated: “Normally my colleagues and I look forward to definitive information, but the figures of the last month are so extraordinary that there you need to wait: February has shattered the record for all time that had been reached in January. ”

According to the figures reported by Holthaus, the temperature in the second month of 2016 would have been higher than normal by 1.15 to 1.4 degrees Celsius and 0.2 degrees with respect to the first thirty days of the year.

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