Canada sottoscrive accordo di Parigi

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Il Parlamento del Canada ha approvato la ratifica dell’Accordo di Parigi per la lotta ai cambiamenti climatici. La Camera dei comuni della nazione nordamericana si è pronunciata infatti con 207 voti favorevoli e 81 contrari (quelli dei deputati conservatori).

Si tratta di una notizia particolarmente importante dal momento che il Canada, negli ultimi anni, ha adottato politiche decisamente contraddittorie in materia di ambiente. Soprattutto, finora i governi non hanno mai voluto rinunciare allo sfruttamento del petrolio ricavato dalle sabbie bituminose, considerato dalle organizzazioni non governative “il più sporco tra tutte le fonti fossili”. Con l’elezione di Justin Trudeau, tuttavia, l’orientamento sembra cambiato: il primo ministro ha mantenuto la promessa di chiedere un voto parlamentare sull’Accordo di Parigi e ha annunciato l’introduzione di una carbon tax nazionale (pari a 10 dollari per tonnellata di CO2, che cresceranno a 50 nel 2023).

L’Accordo di Parigi entrerà in vigore prima della Cop 22

Secondo quanto riportato dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul clima, sono ormai 74 le nazioni che hanno depositato i documenti necessari per la ratifica dell’Accordo di Parigi. Esse rappresentano il 58,82 per cento delle emissioni mondiali di gas ad effetto serra, il che è sufficiente per far sì che l’intesa possa entrare in vigore. Ciò avverrà entro 30 giorni, dunque prima dell’avvio della Cop 22, la Conferenza mondiale sul clima in programma in Marocco dal 7 al 18 novembre.

I primissimi ad avviare la procedura di ratifica presso le Nazioni Unite, nello scorso mese di aprile, furono le nazioni insulari, che più di tutte rischiano di pagare il prezzo dei cambiamenti climatici, a causa della risalita degli oceani derivata dallo scioglimento dei ghiacci polari. Quindi sono arrivati gli storici via libera da parte di Cina e Usa (i due più grandi “produttori” mondiali di emissioni inquinanti). Mentre l’India ha promesso di effettuare la ratifica entro la fine dell’anno. Il Parlamento europeo, inoltre, ha votato a favore dell’adozione dell’Accordo nella seduta del 4 ottobre, con 610 sì, 38 contrari e 31 astensioni.

The Parliament of Canada has approved the ratification of the Agreement of Paris for the fight against climate change. The House of Commons of the North American nation has ruled it with 207 votes in favor and 81 against (those of the conservative deputies).
Canada announces the introduction of a carbon tax

This is a particularly important piece of news since Canada, in recent years, has adopted quite contradictory policies on the environment. Above all, so far the governments have never wanted to give up the exploitation of oil extracted from tar sands, regarded by non-governmental organizations “the dirtiest of all fossil fuels.” With the election of Justin Trudeau, however, the orientation seems to have changed: the Prime Minister has kept his promise to seek a parliamentary vote on the Agreement in Paris and announced the introduction of a national carbon tax (or $ 10 per tonne of CO2, which will grow to 50 in 2023).

The Paris Agreement will enter into force before the Cop 22

As reported by the United Nations Convention on the climate, are now 74 countries that have filed the necessary documents for the ratification of Paris. They account for 58.82 per cent of global emissions of greenhouse gases, which is sufficient to ensure that the agreement can enter into force. This will be done within 30 days, then before the Cop 22, the World Climate Conference scheduled in Morocco 7 to 18 November.

The very first to launch the procedure of ratification at the United Nations last April, were the island nations, that most of all risk paying the price of climate change, because of the rise of the oceans derived from the melting of polar ice. Then came the historic green light by China and the US (the two largest “producer” of global emissions). While India has promised to make the ratification by the end of the year. The European Parliament has also voted in favor of the adoption of the Agreement in its meeting of October 4th, with 610 yes, 38 against and 31 abstentions.

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