Siccità in Africa

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Bucce d’arancia e di avocado per realizzare un nuovo materiale super assorbente, a basso costo e di origine naturale. Kiara Nirghin, 16 anni, sudafricana ma di origini indiana, ha infatti inventato un polimero composto da polisaccaridi ricavati da scarti agroalimentari e capace di assorbire acqua per centinaia di volte il proprio peso.

Ridurre la siccità in Sudafrica

Per il Sud Africa il 2016 è stato un anno critico per la siccità. Una delle peggiori mai registrate e che ha messo in ginocchio molti piccoli produttori. Per questo Kiara ha studiato e messo a punto questo polimero in grado di aiutare gli agricoltori nel momento del bisogno.

Esistono già in commercio molti polimeri assorbenti (detti anche Sap). Ma come spiega la studentessa: “Questi non sono biodegradabili, sono costosi e pieni di acido acrilico, idrossido di sodio e altri prodotti chimici. Durante ulteriori ricerche sul tema, ho trovato che esistono alcuni di questi polimeri nella maggior parte degli agrumi”, ha raccontato Nirghin all’Hindu Times.
“Kiara ha trovato un materiale ideale che non intacca il bilancio in una semplice buccia d’arancia, e attraverso la sua ricerca, ha creato un modo per trasformarlo in sistema per stoccare l’acqua pronto all’uso”, ha detto Andrea Cohan, leader del programma di Google Science Fair, come riportato invece da Cnn.
La studentessa durante le sue ricerche ha infatti notato come la buccia d’arancia sia composta per il 64 per cento da polisaccaridi, oltre alla pectina come gelificante. Quindi un’ottima materia prima di partenza, biodegradabile e a basso costo.

L’esperimento

Per 45 giorni e con tre esperimenti differenti sulle piante, Kiara ha confrontato la capacità di assorbimento dei materiali esistenti con il suo, con il risultato che il polimero a bucce d’arancia aveva una capacità di assorbimento del 76,1 per cento. “Significativamente maggiore del polimero acrilico, dell’amido e della pectina”, scrive nella sua presentazione.
La miscela proveniente dagli scarti del settore di produzione dei succhi di frutta risulta funzionare meglio ed avere un costo estremamente minore: se al dettaglio i polimeri acrilici costano dai 2 ai 3 mila dollari la tonnellata, il nuovo polimero va dai 30 ai 60 dollari la tonnellata. Un’enormità, che renderà accessibile questa tecnologia anche ai piccoli contadini.

Orange and avocado peels to achieve a new superabsorbent material, at low cost and of natural origin. Kiara Nirghin, 16 years, South African but of Indian origin, has invented a polymer composed of polysaccharides derived from agro-food scraps and capable of absorbing water for hundreds of times its own weight.

Reduce the drought in South Africa

For South Africa 2016 it was a critical year for the drought. One of the worst ever recorded, and has devastated many small producers. For this Kiara has studied and developed this polymer can help farmers in times of need.

There already exist in many absorbent polymers trade (also called Sap). But as he explained in the student: “These are not biodegradable, they are expensive and full of acrylic acid, sodium hydroxide and other chemicals. During further research on the subject, I found that there are some of these polymers in most citrus fruits, “he told Nirghin the Hindu Times.
“Kiara has found an ideal material that does not affect the budget in a simple orange peel, and through his research, has developed a way to turn it into the system to store the water ready to use,” said Andrea Cohan, leader of the Google Science Fair program, as reported by CNN instead.

The student during her research has in fact noted that the orange peel is made up for 64 percent of polysaccharides in addition to pectin as a gelling agent. So an excellent starting raw material, biodegradable and low cost.

The experiment

For 45 days and with three different experiments on plants, Kiara compared the absorption capacity of the existing materials with her, with the result that the polymer in orange peels had an absorption capacity of 76.1 percent. “Significantly more of the acrylic polymer, starch and pectin,” she writes in her presentation.
The mixture coming from residues of the production of fruit juice seems to function better and have an extremely lower cost if retail acrylic polymers costing 2 to $ 3,000 a tonne, the new polymer is between 30 and 60 US dollars per ton . A huge amount, which will make this technology accessible to small farmers.

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