Organic Way

Hanno portato prima il biologico, poi la biodinamica, la produzione a km zero, il packaging con materiali riciclati e il rispetto dei diritti dei contadini in 25.000 saloni per parrucchieri ed estetica nel mondo. Una filosofia produttiva riconosciuta a livello internazionale (lavorano in 60 Paesi al mondo) e in una sede istituzionale come il G7 Ambiente di Bologna che, se non ha prodotto grandi risultati politici, ha lasciato almeno qualcosa di buono sulla testa dei leader ospitati al Savoia Regency Hotel, dove erano presenti i cosmetici eco-sostenibili a marchio Organic Way, della Rolland di Cadriano di Granarolo dell’Emilia.

Logo con le quattro qualità che ha organic way

Rolland nasce nel lontano 1948, ma la svolta di Organic Way inizia nel 2004, con la coltivazione delle materie prime – prevalentemente piante officinali – in un proprio campo, chiamato Ortofficina, nei colli bolognesi: il vero lusso in versione green.

“Siamo passati dall’esordio con l’utilizzo di ingredienti biologici alla svolta nella biodinamica e nell’etica, fino ad arrivare all’incredibile ricchezza di oggi.  Abbiamo percorso strade sempre nuove ed uniche”, ci spiega Alessandra Ciccotosto, responsabile trade marketing e comunicazione dell’azienda. “Abbiamo creato Ortofficina, la nostra azienda agricola sui colli bolognesi dove applichiamo il metodo biodinamico, per far crescere piante sane che diventano principi attivi e oli essenziali nei prodotti. Sappiamo che coltivando le piante nel modo più puro, senza pesticidi, non solo non roviniamo il suolo, ma sviluppiamo nutrienti più forti per cute e capelli”.  Ovvero si tratta bene la terra per rispettare la natura e il benessere del cliente.

Ma non è finita qui: “In Ortofficina ci prendiamo cura del terreno prima di procedere alla semina, affinché si depuri e si rinforzi, nutrendolo con preparati che distribuiamo assecondando i ritmi delle stagioni, le latitudini, i bisogni di ogni arbusto e le fasi della luna. Al momento del raccolto, otteniamo frutti, semi, boccioli e foglie ricchi di principi attivi concentrati”.

L’approccio green non si ferma al prodotto, si è investito anche nel packaging dove si ha “l’uso esclusivo di vetro e alluminio per tutti i contenitori evitando gli imballi inutili e scegliendo solo quelli riutilizzabili – spiega la manager – Ricordo che quando, già diversi anni fa, abbiamo proposto ai fornitori di utilizzare la carta FSC e Tree Free per realizzare gli astucci delle colorazioni, le cartelle colori e i materiali di comunicazione, ci ascoltavano stupiti e ci dicevano che sarebbe stato difficile”. Ma niente è impossibile, quindi via libera agli scrigni in vetro ambrato e alluminio riciclabili. “Materiali che amano profondamente l’ambiente, contrariamente alle plastiche. Promuoviamo inoltre il riuso in salone e a casa”. Si punta sull’economia circolare e in autunno Organic Way sarà  testimonial della cosmetica sostenibile a Fico, la “fabbrica contadina”, che aprirà a  Bologna, a pochi chilometri dalla sede aziendale.

Si coltiva anche il rispetto della terra e il rispetto degli animali: “Abbiamo ottenuto negli USA il riconoscimento e la certificazione PETA Cruelty Free, della più grande organizzazione al mondo per la difesa dei diritti degli animali e non esportiamo in Cina, dove chi importa ha l’obbligo dei test”.  Sul fronte della responsabilità sociale d’impresa Organic Way ha attivato accordi di cooperazione con network internazionali di acquisto etico-solidale, il fair trade che privilegia le produzioni dei contadini disagiati di Africa, America Meridionale, Indonesia, Indocina e Australia aborigena.

Le novità aziendali parlano la lingua dell’innovazione con trattamenti tricologici ispirati alle metodologie delle SPA e che seguono le fasi lunari. E infine la linea Life che comprende il profumo per i tessuti, un detergente per le stoviglie, un fluido per lavare frutta e verdura. Si differenzia la produzione aziendale, ma sempre con una concezione di riduzione dell’impatto ambientale. La sostenibilità si applica anche in azienda dove si utilizzano le energie rinnovabili, si guida l’auto elettrica, si riciclano i materiali e gli arredi sono “ecosostenibili”. Per chiudere con la chicca delle lezioni di yoga per i dipendenti – per favorire il benessere psicofisico – e la fornitura di frutta e verdura fresca in azienda: “Abbiamo un accordo con la società Local to You, che mette in rete coltivatori locali – conclude Alessandra – e ci permette di avere frutta e verdura a km. O di ottima qualità direttamente in azienda”. What else?

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